mercoledì 14 novembre 2012

Gangnam Style - Se balli in casa va bene, se lo fai in piazza no...


Il 12 Novembre, in Piazza del Popolo a Roma, ha avuto luogo un flashmob sulle note di Gangnam Style di PSY, canzone che da mesi ormai sta sconvolgendo il mondo della musica e dei social network. Per quei pochi che non la conoscono, è questa:



Ok, forse la canzone non vincerà un Grammy Award, forse il compositore non verrà adulato come genio della musica, forse PSY non verrà ricordato come la miglior voce che abbia solcato paffutamente il suolo terrestre, ma una cosa è certa: che siate bigotti, perbenisti, schizzinosi, gay, etero, zoofili, giovani o vecchi, Gangnam Style coinvolge e diverte. Che lo accettiate oppure no. Non a caso il suo video su Youtube ha vinto il Guinnes World Record per il video più piacciato di sempre (ad ora i likes sono oltre i 5 milioni); non è roba da poco. Fin qui, tutto bene.

Quei 30 mila che si sono riuniti ballando in preda all'eccitazione convinti di avere un cavallo fra le cosce o di aver totalmente perso le articolazioni con quegli spostamenti di bacino degni del miglior Ricky Martin si sono dovuti sorbire parecchi insulti da parte dalla folta cricca dei facciamolarivoluzionedacasausandoilcomputer, capaci solo di accusare dall'alto della loro immensa conoscenza delle dinamiche socio-economico-psico-politiche. Sì, insomma, quelli lì che quando ci discuti sanno sputarti la frase cult dell'uomo del nuovo millennio TU NON SAI CHI SONO IO o che si credono Gesù Cristo perché su Facebook nella sezione Istruzione hanno messo Harvard quando non si sono mai spostati dall'istituto tecnico Guglielmo Stracquadanio di Catanzaro Lido. E questo perché? Perché lo stesso giorno, sempre a Roma, qualche migliaio di studenti si è ritrovato per le solite proteste contro il governo e la politica. Badate bene, non sono contro questo tipo di manifestazioni. Ma quando si palesano in mandrie di persone urlanti che si muovono a destra e a sinistra senza un perché, be', qualche pensierino è d'obbligo. 


I critici, ben nascosti dietro ad una tastiera o ad un articolo di giornale senza nome, si sono rivoltati contro quei felici danzatori di Piazza del Popolo col solito piglio simpatico e soprattutto utile del tifoso al bar dopo un rigore sparato sulla luna dal Pato di turno. Il motivo è molto semplice: il Paese è in crisi, voi vi prendete il diritto di ballare; bravi. Insomma, si sono arrabbiati perché questi amanti del ballo di gruppo hanno preferito danzare allegramente in piazza piuttosto che fare i grandi rivoluzionari versando critiche urlate molto utili sul genere "Monti sei una merdaaaaa!" "Politici, buuuu!" "Me ne vado via da questo Paese". Ecco, bravo, vacci. Che di uno che è capace di urlare, senza nemmeno ricordarsi la strada di casa, ne facciamo volentieri a meno. 

Sia chiaro, non ce l'ho con il genere del "protestante"; ce l'ho con il "protestante" idiota che è convinto di fare cosa buona solo perché protesta, che pensa di essere migliore solo perché protesta e che guarda gli altri con supponenza e schifo solo perché protesta. Ebbene, sarebbe il caso che chi ti ha donato un cervello (probabilmente Dio, dopo un after al Diabolika) fosse lui a protestare, sì, ma contro di te che non hai capito un cazzo. 

Gangnam Style si è diffuso con una rapidità così feroce da far spavento anche alla regina del successo vuoto e becero, E L James (quella dei libri di una verginella che si fa frustare da uno un po' vecchio un po' giovane però bello che poverino fa così solo perché ha conflitti interiori e la mamma non gli vuole bene blablabla; fosse l'unico...). Questo perché unisce tutti: è un ballo semplice, divertente e gioioso. Fa sorridere sia l'eschimese che ha tutt'altro a cui pensare, sia il bimbominkia che si è tatuato la scritta "Oh, sexy lady" sul collo affianco ad aforismi strappalacrime tipo c'è chi può e chi non può, io può.

Ok, forse non ha la potenza di YMCA, lo spirito gaio del ballo del quaquà o del trenino di capodanno, ma di sicuro fa il suo bell'effetto. E poi il trenino di capodanno fa successo perché si è tutti ubriachi, PSY poretto s'è messo nella mischia a metà Luglio.




Detto questo, proprio perché è un ballo così semplice e diffusosi con la rapidità di un eiaculatore precoce di fronte a Megan Fox che vernicia cancellate mentre si ascolta "Brava Giovanna, brava" nell'mp3, il critico protestante si è subito infervorato perché proprio nella giornata in cui si era finalmente deciso di scendere in piazza scollando la simbiosi nata fra il suo culo e la sedia, qualcun altro gli ha preso la scena. Ora, caro criticoide, mettiamolo subito in chiaro: tu che vai lì e gridi governo ladro!, senza nemmeno ricordarti chi fosse il Presidente del Consiglio prima di Berlusconi, sei utile come un foglio di lamina dorata in un bagno dell'autogrill. Che, se uno ci pensa, sei pure bello e raro, ma non servi a  un cazzo. 
Sì ok, caro criticoide, nemmeno quelli che ballavano in piazza erano utili, hai ragione (segnatela, che non succede spesso 'sta cosa) ma almeno loro non hanno la pretesa di cambiare il mondo con una licenza media strappata per pietà. E se non altro mettono il sorriso.




In un Italia che va male, in un mondo in crisi, se delle persone si riuniscono sorridendo (non è successo solo in Italia dove tutto è brutto e fuori c'è Eldorado) con la voglia di vivere un momento di gioia comune, be', allora Gangnam Style non è solo una canzone, non è solo un ballo. E' qualcosa di più. E' qualcosa di più profondo, anche se tu non te ne accorgi. Tutto ciò che diventa fenomeno di massa ed è capace di riunire milioni di anime, merita più attenzione e riflessione di quella che gli dedichi tu. Perché fa scaturire ciò che rende diverso l'uomo (che è una merda, hai ragione, ma non sempre) da tutti gli altri esseri viventi: la capacità di unirsi, di cooperare, di sentirsi una forza in mezzo agli altri. Perché se oggi che il PIL mi va a puttane (grazie Monti, sì criticoide, lo dico anch'io), se oggi che la pensione la vedremo solo in un film di Spielberg, se oggi che tutto va male e si stava meglio quando si stava peggio c'è ancora la voglia di sorridere, di ballare, di mettersi in mezzo ad una piazza a ricordare che un motivo per gioire c'è, be', allora qualcosa di buono un flashmob del genere ce l'ha. Perché che tu sia un riccone in completo gessato che si gode il brandy mentre la russa di turno gli massaggia le palle, che tu sia lo studente alla facoltà di Economia speranzoso di diventare il nuovo Krugman, la voglia di ballare ti è venuta anche a te, non nasconderlo. Perché sei uomo, non nasconderlo. Perché sei nato per emozionarti ed emozionare, non nasconderlo. Perché hai la capacità di trovare la luce anche al buio, non nasconderlo. Ed allora, se per un momento avresti voluto liberarti anche tu dalle catene del perbenismo, della perfezione, della moralità per metterti a ballare con quel sex appeal degno di Gigi'r Troione smettila di fare il criticoide. Fosse solo per una volta.

Forse i 30 mila in Piazza del Popolo e tutti gli altri in giro per il mondo non hanno cambiato il mondo, ma per 5 minuti l'hanno reso più felice. E, in fondo, essere felici è l'unica cosa che desideriamo tutti. Anche tu, caro criticoide.

E se invece sei proprio convinto che PSY sia il male, che Gangnam Style sia un inno satanico e che solo tu sei la fonte della conoscenza, vatti a ripassare come si calcola la misura dei cateti e dell'ipotenusa in un triangolo isoscele, che tanto non lo sai.


Stavo scherzando, non ti agitare. I cateti e l'ipotenusa nei triangoli isosceli non ci sono.
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